Il gatto percepisce il mondo attraverso 5 sensi molto più sviluppati dei nostri: una vista adatta alla visione notturna, un udito capace di captare anche gli ultrasuoni, un olfatto fino a 14 volte superiore a quello umano, un gusto poco sviluppato e incapace di percepire il dolce, e un tatto raffinatissimo affidato soprattutto ai cuscinetti delle zampe e alle vibrisse. Insieme, questi sensi permettono al gatto di cacciare, orientarsi e comunicare in un modo del tutto diverso dal nostro.
Quando scende la notte e l’oscurità prende il sopravvento, sembra che il mondo scompaia. Ma per certe creature speciali, tutto prende forma. I contorni delle cose diventano morbidi, i rumori dei movimenti più facilmente percettibili. Ogni suono ha una direzione e ogni messaggio si può quasi annusare. Il corpo si muove lento e sinuoso con un percorso perfettamente tracciato. In questo mondo così lontano dal nostro, tutto ha un senso preciso. L’istinto fa da guida e la realtà diventa più profonda, più sottile. È così che i nostri gatti percepiscono ciò che gli sta attorno.
5 sensi per interpretare il mondo
I 5 sensi del gatto sono strumenti essenziali per riuscire a interpretare il mondo che li circonda. Vista, udito, olfatto, gusto e tatto sono necessari per cacciare, per orientarsi e anche per comunicare. Grazie ai suoi sensi, così sviluppati, il gatto riesce a percepire dettagli che all’uomo sono invisibili. Il gatto vede il mondo in modo del tutto diverso rispetto a noi. Vediamo in dettaglio ognuno dei 5 sensi.
La vista: vedere dove gli altri non vedono
La vista del gatto permette di vedere dove gli altri non vedono ed è adatta in particolare alla visione notturna. Gli basta una piccola fonte di luce per distinguere forme e movimenti. Questa capacità è fondamentale per la sua natura predatoria. Il tutto è reso possibile dal tapetum lucidum, ovvero una struttura presente dietro la retina capace di riflettere la luce amplificando la visione in condizioni di scarsa illuminazione. Ecco perché gli occhi dei gatti brillano al buio quando vengono colpiti dalla luce.

L’udito: ciò che rende il gatto un predatore crepuscolare
Il gatto è un predatore crepuscolare, ovvero attivo soprattutto dal tramonto all’alba, quando la luce scende e il silenzio della notte diventa totale. Ecco perché, oltre alla vista, è particolarmente importante e sviluppato anche l’udito. Le sue orecchie riescono a percepire suoni molto acuti, impercettibili per l’uomo (ultrasuoni), come quelli emessi dai piccoli roditori. La capacità di muovere le orecchie permette al gatto di individuare con estrema precisione la provenienza dei rumori e la lontananza della fonte. Ecco perché è un predatore eccezionale!
L’olfatto e l’organo di Jacobson
È stato calcolato che l’olfatto del gatto sia superiore a quello umano di circa 14 volte. Al gatto serve per riconoscere territori, persone, animali e anche gli stati emotivi. Il gatto è dotato anche dell’organo di Jacobson (o vomeronasale). Si tratta di due piccoli canali tubulari rivestiti di tessuto sensoriale specializzato, collegati al sistema nervoso. Queste strutture sono situate sul palato e contengono recettori chimici in grado di rilevare feromoni, informazioni chimiche essenziali per la comunicazione felina. Quando il gatto arriccia il labbro e tiene la bocca socchiusa sta usando questo organo.

Il gusto: un senso piuttosto debole
Nel gatto, a differenza di molti altri animali, il senso del gusto è meno sviluppato. Dal punto di vista evolutivo, infatti, questo senso non era fondamentale per la loro sopravvivenza. I gatti sono carnivori obbligati e non hanno bisogno di distinguere i sapori. Per loro è importante riconoscere l’odore e la consistenza del cibo. Proprio per questo hanno un numero limitato di recettori gustativi rispetto all’uomo e non percepiscono il sapore dolce. Sono invece molto sensibili sia all’amaro sia all’acido, un naturale meccanismo di difesa contro i cibi potenzialmente pericolosi. Il gusto poco sviluppato rende i nostri amici gatti particolarmente selettivi nella scelta dei cibi.
Il tatto e le vibrisse: strumenti unici di percezione
Il tatto del gatto merita un approfondimento particolare poiché è uno dei sensi più raffinati e complessi, nonché trai i più utili nella sua vita. I cuscinetti delle zampe sono molto sensibili e permettono al gatto di rilevare le superfici su cui cammina, le temperature e i movimenti. Ma il gatto può vantare anche le sue vibrisse, più comunemente chiamati baffi, che si possono definire come veri e propri strumenti sensoriali che permettono al felino di orientarsi nello spazio. Attraverso le vibrisse, il gatto riesce a percepire anche le vibrazioni dell’aria.

Conoscere meglio i 5 sensi ci aiuta a capire meglio il nostro gatto, i suoi movimenti e le sue modalità di costruzione delle sue relazioni sociali. Il nostro amico felino resterà sempre in parte un mistero, ma conoscere come usa i suoi 5 sensi ci permetterà di avvicinarci un po’ di più al suo mondo misterioso e affascinante.
Le domande più frequenti sul sistema sensoriale felino
Perché gli occhi del gatto brillano al buio? Gli occhi del gatto possono brillare quando vengono colpiti dalla luce grazie al tapetum lucidum, una struttura che riflette la luce e migliora la visione in condizioni di scarsa illuminazione. È una delle caratteristiche che lo aiutano a muoversi e cacciare anche di notte.
Il gatto sente suoni che noi non possiamo percepire? Sì, l’udito del gatto è molto più sensibile di quello umano e gli permette di percepire anche suoni molto acuti, compresi gli ultrasuoni. Inoltre, può orientare le orecchie per individuare con precisione la provenienza di un rumore.
A cosa servono le vibrisse del gatto? Le vibrisse, comunemente chiamate baffi, sono veri e propri strumenti sensoriali. Permettono al gatto di raccogliere informazioni sull’ambiente circostante, percepire movimenti dell’aria e orientarsi meglio nello spazio.
Il gatto riconosce le persone attraverso l’odore? Sì, l’olfatto ha un ruolo importante nel riconoscimento di persone e animali familiari. Gli odori contribuiscono a creare associazioni e riferimenti che aiutano il gatto a distinguere ciò che conosce da ciò che è nuovo.
Il gatto vede davvero al buio? No, il gatto non può vedere in completa assenza di luce. La sua vista, però, è particolarmente efficace quando c’è poca illuminazione, grazie alla struttura dell’occhio che permette di sfruttare al meglio anche piccole quantità di luce.




