Pillola: educazione ludica

C’è un legame molto forte tra il lavoro educativo sulle motivazioni e l’organizzazione didattica delle sessioni ludiche. Con questo non voglio dire che si debba rinunciare al piacere di giocare in modo libero e spontaneo con il proprio pet, ma più semplicemente ricordare che per lui giocare è sviluppare particolari disposizioni e strutturare precisi comportamenti di espressione delle motivazioni. Favorire la proposizione ludica in un ambiente stimolante, interattivo, ricco sotto il profilo esperienziale e soprattutto sicuro, evitando qualunque referto di dolore, sofferenza fisica, coercizione, paura è il modo migliore per costruire un carattere fiducioso, aperto, interattivo, curioso ovvero per mantenere la giocosità anche in età adulta e promuovere la socievolezza e l’equilibrio emozionale del soggetto. Come si è detto il gioco è anche la situazione che più stimola l’arousal del cucciolo, per questo l’ambito ludico è altresì il ring più competente dove posizionare in modo intermedio lo stato ordinario del cane in fatto di attivazione, ma altresì per contenere la fluttuazione di arousal nelle situazioni straordinarie e poter fare esercizi di autocontrollo. Dobbiamo metterci nell’ordine di idee che il gioco è il capitello portante di tutta la crescita cognitiva del cucciolo, addirittura potremmo dire che non c’è apprendimento che in qualche modo non abbia un legame con il gioco e parallelamente che giocare è da una parte un sacrosanto diritto del cucciolo dall’altra che il cucciolo si aspetta di acquisire delle regole nel gioco e attraverso il gioco. In genere si suole suddividere l’ambito ludico in tre scansioni differenti: 1) il gioco con oggetti, funzionale a sviluppare il profilo esperienziale rispetto ai criteri strumentali, previsionali, orientativi offerti dalla realtà esterna; 2) il gioco sociale, funzionale a dare competenze relazionali, comunicative, di posizionamento sociale, di natura parentale, sessuale, competitivo-conflittuale, collaborativo; 3) il gioco cinestesico, utile ad aumentare la consapevolezza delle diverse parti del corpo (somestesi), a sviluppare la consapevolezza motorio-statica del corpo, a rafforzare le doti percettive, di equilibrio, di coordinazione. Nell’esercizio ludico il soggetto aumenta il suo bagaglio esperienziale, organizza e perfeziona le proprie rappresentazioni, porta in assonanza le aspettative e comunque le coordinate del suo mondo interiore con le leggi vigenti nella realtà esterna. Occorre pertanto sviluppare l’interazione ludica e lavorare sulla molteplicità dei giochi e dei referenti verso cui rivolgersi in modo ludico. D’altro canto è utile considerare la stretta pertinenza tra il gioco e il successivo profilo comportamentale che il soggetto andrà a maturare. Come dire: il gioco è fino a un certo punto “per gioco”. Se utilizzeremo bambole o giocattoli a forma di animale per indirizzare giochi predatori o di tira a molla – purtroppo nei negozi sono sempre più presenti – il rischio è che poi l’animale adulto svilupperà profili comportamentali legati a quelle motivazioni su target che hanno quella forma o comunque la ricordano ma giocattoli non sono. ყველაo stesso modo, anche se con esiti meno drammatici, utilizzare scarpe vecchie o altro materiale di casa come giocattolo rischia di incentivare comportamenti di distruttività: il cane non può sapere che solo le scarpe vecchie sono a sua disposizione.

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